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Jezabel

di Irène Némirovsky

Jezabel si dipana tra le immagini e i temi dell’omonimo romanzo di Irène Némirovsky per affrontare uno dei più evidenti talloni d’Achille della donna contemporanea: l’ossessione per la giovinezza e il desiderio di un’immutabile bellezza.

In un’aula di tribunale nella Parigi degli anni ’30, l’imputata Gladys Eysenach è accusata dell’omicidio del suo presunto giovane amante. A partire dall’interrogatorio prenderà vita poi, in un flashback vorticoso, la mise-en-scène soggettiva del rapporto della protagonista con gli uomini, con la figlia, ma soprattutto con se stessa, le sue inquietudini e il suo disperato bisogno di sentirsi amata e desiderata.

Jezabel è il ritratto di una donna ricca e indipendente, ossessionata dalla paura di invecchiare e in balìa del suo narcisismo, del desiderio di ritrovare quell’ebbrezza giovanile dell’attimo in cui tutto può ancora accadere.

La drammaticità del suo desiderio emerge appieno nel contrasto generazionale che inevitabilmente suscita. L’identità individuale dell’adolescente che si appresta a divenire adulto emerge nel momento in cui si specchia nella figura del genitore e decide consapevolmente di distanziarsene. La figlia di Gladys, così come ogni figlio di ogni tempo, decide di voler essere se stessa emancipandosi dalla dipendenza (fisica, morale, economica) dal proprio genitore.

Jezabel è uno spettacolo immerso nel quadro storico della Grande Guerra e della Belle Époque. Quella che viene dipinta, arricchita del suono del violino in scena, è la ricca società alto-borghese della Côte d’Azur e dei salotti parigini, con tutti i suoi vizi, ipocrisie e le sue contraddizioni. E quando la finzione di Gladys Eysenach fallisce, falliscono anche i sogni e le illusioni del periodo storico di cui si fa archetipo.

La messa in scena è frutto di un iter progettuale complesso, che ha cercato di integrare in un unico spettacolo le potenzialità delle diverse arti. Alla recitazione, infatti, si alternano momenti di canto e di danza, con musiche eseguite dal vivo.

Repliche

13-17 dicembre 2017, PACTA dei Teatri Salone Via Dini, Milano

4-9 aprile 2017, PACTA dei Teatri Salone Via Dini, Milano

 

Irène Némirovsky
Jezabel

 

Traduzione Maddalena Mazzocut-Mis

Adattamento Sofia Pelczer e Maddalena Mazzocut-Mis

Regia Sofia Pelczer

Con Lorenza Dominique Pisano, Sara Zanobbio e Ivano La Rosa

Violinista in scena Marta Pistocchi

Scene Fabiana Sapia e Francesca Moioli

Costumi Naomi Galbiati e Fabiola Dusetta

Movimento di scena Lara Vai

Consulenza musicale Francesca Badalini

Assistente alla drammaturgia Vanja Vasiljević

Assistenti alla regia Chiara Valli e Karin Rossi

Organizzazione e promozione Chiara Lo Dato

Produzione Teatro Sguardo Oltre

Progetto DonneTeatroDiritti

 

 

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